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Dettagli costruttivi e integrazione paesaggistica: la nuova cantina di Tenuta Mariani

08 - 07 - 2026

A 50 metri dal Lago di Massaciuccoli (LU), la realizzazione per Tenuta Mariani offre uno spunto interessante sull’integrazione tra strutture produttive in legno/acciaio e vincoli di tutela ambientale.

Il progetto si sviluppa su una superficie di 250 mq ed è diviso in due corpi: il nucleo produttivo dedicato alla cantina e un’area ricettiva con sala degustazione e laboratorio, uniti da una tettoia esterna.

Per il corpo cantina l’esigenza primaria era garantire l’inerzia termica necessaria alla conservazione del vino, rispettando al contempo i regolamenti edilizi locali.

 

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La struttura portante unisce pilastri in acciaio a un’orditura del tetto in legno lamellare, completata da arcarecci piallati e perlinato a vista. Al di sopra, la copertura integra un pacchetto coibentato ingegnerizzatoper garantire un alto sfasamento termico, rifinito superficialmente da un rivestimento in lamiera.

Per quanto riguarda i tamponamenti verticali, le pareti adottano un sistema misto: due lati sono isolati tramite un classico sistema a cappotto con rasatura esterna, mentre i restanti due presentano un rivestimento in listelli di legno sfalsati, studiato appositamente per richiamare la trama visiva del canneto tipico della sponda lacustre.

 

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Il secondo corpomantiene la stessa tecnologia di copertura della cantina, ma apre l’involucro verso l’esterno per favorire l’attività di accoglienza. Qui, il rivestimento a listelli di legno prosegue su tutte le pareti libere, intervallato da ampie aperture e porte a vetro che massimizzano l’apporto di luce naturale. Questa scelta progettuale garantisce un’ottima flessibilità d’uso, soprattutto in estate, permettendo di azzerare le barriere tra la sala interna e i tavoli all’aperto.

A fare da cerniera c’è la tettoia di collegamento che, a differenza dei corpi principali, presenta una copertura strutturale in vetro pensata proprio per non penalizzare la luminosità delle zone retrostanti.

Proprio la spiccata vicinanza al lago ha imposto vincoli paesaggistici stringenti fin dalle prime fasi. Per questo motivo, la progettazione esecutiva si è concentrata sul tradurre le richieste della committenza e le norme locali in dettagli costruttivi ad hoc, utilizzando il calore del legno e il disegno geometrico delle facciate come strumenti chiave per mitigare l’impatto volumetrico dell’intero impianto produttivo.

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