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Edilizia pubblica e decarbonizzazione: i nuovi CAM valorizzano il legno

16 - 12 - 2025

I nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, segnano un passaggio chiave per il futuro delle costruzioni sostenibili in Italia.

Con l’introduzione del Criterio 2.6.7, viene riconosciuto per la prima volta un criterio premiante per i progetti che utilizzano materiali rinnovabili, in particolare strutture portanti in legno che rappresentino almeno il 20% della massa totale dei prodotti da costruzione. Un segnale forte e chiaro: il legno è una leva concreta per la decarbonizzazione del settore edile.

In un contesto di mercato complesso la spinta della Pubblica Amministrazione, anche grazie alle risorse del PNRR, può diventare un fattore strategico per la stabilità e lo sviluppo dell’intera filiera.

Il valore del legno va oltre l’efficienza costruttiva:

  • è un materiale rinnovabile,
  • contribuisce allo stoccaggio di CO₂,
  • abilita un modello edilizio capace di trasformare gli edifici da fonte emissiva a bacino di carbonio.

Secondo studi internazionali, un uso esteso del legno nelle nuove costruzioni europee potrebbe portare, entro il 2040, allo stoccaggio di decine di milioni di tonnellate di CO₂ ogni anno.

Per Wolf, questo scenario conferma una direzione chiara: innovazione, sostenibilità e valorizzazione del legno non sono più solo scelte progettuali, ma elementi centrali delle politiche pubbliche e dello sviluppo futuro del costruire.

Il prossimo passo? Costruire un vero sistema prodotto legno nazionale, fondato su filiere integrate, gestione forestale sostenibile e collaborazione tra istituzioni, industria e stakeholder.

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