Stadi in legno: la nuova frontiera della sostenibilità nello sport

Se negli ultimi anni il tema della sostenibilità edilizia è stato un punto focale di discussione a livello nazionale, ora lo è diventato anche per la progettazione dei nuovi impianti sportivi. Gli stadi, in particolare, rappresentano una sfida complessa: grandi volumi, alte prestazioni richieste, tempi stretti e un impatto significativo in termini ambientali e logistici.
Il legno, ad oggi, sta tornando al centro del dibattito come valida opzione anche per strutture così complesse.
Se da un lato le soluzioni sostenibili legate ai servizi della “macchina-stadio” (gestione rifiuti, consumi energetici, recupero dell’acqua, illuminazione efficiente) sono ormai consolidate, sul piano strutturale il settore sta vivendo una fase di evoluzione ancora più interessante. Qui, il legno potrebbe diventare un vero game changer, soprattutto per impianti di nuova generazione su scala medio-piccola.
Non è un caso che anche la FIFA, nelle sue Football Stadium Guidelines (edizione aggiornata 2023), abbia dedicato un’intera sezione alla sostenibilità, sottolineando come l’attenzione all’ambiente debba iniziare già in fase di progettazione e costruzione.
I primi esempi: segnali di un cambio di rotta
I casi di stadi “in legno” non sono ancora numerosi, ma i progetti esistenti (e quelli attualmente in sviluppo) stanno offrendo indicazioni chiare sulle potenzialità del materiale.
Un punto di svolta è stato il Westhills Stadium (Canada), inaugurato nel 2019: il primo stadio al mondo con una tribuna realizzata in legno lamellare, un intervento che ha riacceso l’attenzione su una soluzione a lungo trascurata, anche per motivi storici legati alla sicurezza.
Già nel 2014, la Pancho Arena (Ungheria) aveva proposto una visione architettonica distintiva, utilizzando elementi strutturali in legno laminato con un forte valore estetico, pur mantenendo un’anima in cemento armato.
Oggi, alcuni dei progetti più ambiziosi stanno emergendo anche in Europa.
In Danimarca ad esempio, il nuovo stadio dell’AGF Aarhus, firmato Zaha Hadid Architects, punta a integrare architettura e paesaggio, attraverso un design che utilizza il legno come elemento identitario, valorizzando anche una porzione storica del precedente impianto. Il percorso progettuale sta attraversando rallentamenti, ma la visione resta tra le più interessanti sul mercato.
In Inghilterra, invece, il progetto del nuovo stadio dei Forest Green Rovers potrebbe diventare il primo stadio interamente in legno lamellare al mondo: un’infrastruttura pensata non solo come impianto sportivo, ma come intervento ambientale e territoriale. Il masterplan include infatti un polo di ricerca, un business park, nuove connessioni ciclabili e un’importante strategia di riforestazione e incremento della biodiversità.
Ma perché il legno è sempre più strategico?
Non è solo una scelta estetica o simbolica: è una risposta concreta a esigenze progettuali sempre più urgenti.
Parliamo di un materiale capace di offrire:
- riduzione dell’impronta di carbonio
- tempi ridotti di cantiere
- ottime performance strutturali
- flessibilità architettonica
- integrazione naturale con il contesto paesaggistico
In uno scenario in cui gli impianti sportivi devono essere sempre più efficienti, sostenibili e replicabili, il legno rappresenta una delle soluzioni più credibili per il futuro.
Il ruolo delle aziende nella transizione
Noi crediamo che questi progetti rappresentino un segnale importante: l’edilizia sostenibile non è più una nicchia, ma una direzione tangibile e ben definita.
In qualità di soci del Green Building Council, osserviamo e partecipiamo attivamente all’evoluzione edile del mondo dello sport, adottando principi di progettazione evoluta, dove architettura, performance e impatto ambientale possono finalmente convivere.
Hai un progetto da proporci? Scrivici a mail@wolfsystem.it.
Articolo completo qui: https://www.sporteimpianti.it/principale/tsport/rubriche-tsport/reportage/speciale-green-building-stadi-in-legno-di-nuova-generazione-a-che-punto-siamo




